Le origini del grissino risalgono al 1675, merito di Vittorio Amedeo II di Savoia. I grissini ebbero una veloce diffusione sia in Piemonte che nel resto del paese grazie alla digeribilità e alla facilità di conservazione. Il nome deriva da quello della “ghersa”, il classico pane piemontese, di forma allungata. La forma di grissino più antica e tradizionale è indubbiamente il rubatà, che in piemontese significa “caduto – rotolato”, di lunghezza variabiledai 40 ai 80 centimetri, facilmente riconoscibile per le particolari irregolarità, è molto apprezzato per le sue caratteristiche di alta digeribilità, facilità di conservazione e genuinità.

Buoni come i primi sfornati nel 1675, i grissini oggi, si arricchiscono con svariati e sfiziosi aromi: il rosmarino, le olive, la cipolla, il mais, il peperoncino e il sesamo. Il grissino è l’ingrediente principale della Zuppa dei Valdesi, piatto tipico della Vallate Pinerolesi e delle Alpi Occidentali.